Accadde Oggi: 6 settembre / Battaglia del Fiume Frigido

1/2) 394 d.C.. Al confine tra la Regio X Venetia et Histria, Pannonia e Norico si affrontano nella Battaglia del Fiume Frigidus l’imperatore d’Oriente Teodosio e l’usurpatore d’Occidente Flavio Eugenio. Teodosio, grazie alle condizioni metereologiche favorevoli e al tradimento di alcuni reparti passati dalla sua parte, sconfigge Eugenio che viene catturato vivo e decapitato. A seguito della battaglia muoiono suicidi anche Flavio Arbogaste (tutore e magister militum del precedente imperatore Valentiniano II) e il console Virio Nicomaco Flaviano, che aspiravano a restaurare il paganesimo nell’Impero. Teodosio diviene l’ultimo imperatore a governare l’intero Impero.

L'imperatore Teodosio e sant'Ambrogio, dipinto di Van Dyck, Palazzo Venezia, Roma.
L’imperatore Teodosio e sant’Ambrogio, dipinto di Van Dyck, Palazzo Venezia, Roma.

“La dimane (6 settembre) il combattimento fu ripreso. I soldati di Arbogaste avevano tolto dalle loro bandiere il monogramma di Cristo e lo avevano sostituito con l’immagine di Ercole, cara a Diocleziano e a tutti gli imperatori romani fin dal secondo secolo. Sulla linea della battaglia, come sui passi più minacciati, erano state collocate le immagini di Giove Capitolino, armato di folgore e rivolto contro i nemici. Paganesimo e cristianesimo, Occidente ed Oriente si affrontavano a pie’ delle Alpi in quella giornata storica. E vinse ancora una volta il labaro cristiano! Nembi di polvere, sollevati dalla micidiale bora carsica, paralizzarono, accecarono l’esercito occidentale, che alla fine fu sopraffatto e distrutto. Flaviano che, nella sua qualità di console dell’anno, così come s’era usato nell’antica Repubblica, conduceva uno dei corpi dell’esercito di Occidente, s’uccise; Eugenio, fatto prigioniero, fu decapitato dai soldati; Arbogaste si uccise due giorni dopo” [C.Barbagallo, storico moderno]

“La testa di Eugenio, conficcata su una lunghissima asta, fu portata in giro per tutto il campo (…). Arbogaste, al quale non importava la clemenza di Teodosio, fuggì tra i monti più impervi; ma quando si accorse che quelli che gli davano la caccia perlustravano ogni luogo, si uccise con la spada, preferendo morire con le sue mani piuttosto che essere catturato dai nemici” [Zosimo]

43Perché è importante ricordare questa battaglia. 1. Dopo la sconfitta romana ad Adrianopoli mancava un esercito romano omogeneo, ma proprio in questa battaglia vediamo numerosi contingenti militari non-romani combattere al fianco degli imperatori: se Teodosio contava sui fœderati visigoti e sulle truppe ausiliarie armene, Eugenio aveva al suo fianco contingenti di Franchi e contava inoltre sull’appoggio del magister militum d’Occidente Arbogaste (sempre di origini franche, di religione pagana).

“All’orizzonte i lampi preannunciano una battaglia, le fontane di Roma spilleranno il sangue dei traditori dell’antico culto, che i cristiani tornino ad essere pasto per i leoni e le loro anime nettare per Ade” [Arbogaste]

2. Oltre a rappresentare un conflitto civile tra le due metà dell’Impero, questo fu anche uno scontro tra paganesimo e cristianesimo. Eugenio, nonostante fosse di religione cristiana, aveva adottato una politica di tolleranza nei confronti dei pagani, mantenendo (in coesistenza) l’antico culto degli dei che dal 380 d.C. era stato messo definitivamente al bando proprio da Teodosio (cristiano) con l’editto di Tessalonica, che designava il cristianesimo unica religione ufficiale dell’Impero romano. La sconfitta di Eugenio segnò la fine dei tentativi di restauro religioso pagano e la perdita di potere della componente senatoriale pagana. Teodosio decretò per gli sconfitti la damnatio memoriæ e impose ai loro figli e discendenti la conversione al cristianesimo (alcuni di loro ebbero incarichi a corte e nell’Impero).

3. Il luogo dello scontro (presso l’attuale confine Italia-Slovenia) fu in un punto strategico-viario cruciale, il cui possesso permetteva il controllo del confine orientale italiano: nel corso della battaglia le strutture difensive (Claustra Alpium Iuliarum) furono pesantemente danneggiate e mai più ripristinate. Le invasioni barbariche dei decenni successivi (Unni, Visigoti) partirono proprio da questo punto debole difensivo romano.


 

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Eraclio sconfigge Cosroe (Louvre, Parigi)

2/2) 628 d.C.. Muore a Ctesifonte l’ultimo sovrano sasanide Kavad II Siroe. A seguito della sconfitta del padre Cosroe contro i Romano-bizantini di Eraclio, Kavad fu proclamato re e fece condannare a morte lo stesso padre e tutti i suoi fratelli, chiedendo la pace all’imperatore e avviando negoziazioni: restituì le reliquie sacre trafugate da Gerusalemme e restituì tutti i territori occupati fino alla Mesopotamia.

Antonio Palo

Laureato in 'Civiltà Antiche e Archeologia: Oriente e Occidente' presso l'Università degli Studi di Napoli 'L'Orientale'. Fondatore e amministratore del sito 'Storia Romana e Bizantina'. Co-fondatore e presidente dell'Associazione di Produzione Cinematografica 'ACT Production'.

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