Accadde Oggi: 25 Settembre

Immagine di copertina: Giovanni Battista Tiepolo, Aureliano trionfa sulla regina Zenobia.

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Aureliano

1/2) 275 d.C.: Bisanzio – Muore assassinato, per motivi personali da alcuni suoi ufficiali, l’imperatore Lucio Domizio Aureliano. Nei giorni precedenti l’imperatore aveva reclutato un grande esercito per una campagna partica che era in attesa di attraversare l’Ellesponto. Tra i meriti del suo breve impero (iniziato nel 270) il rafforzamento dei confini dell’Impero sia in politica interna (riforme monetarie, conquista Stati separatisti romani, nuova cinta muraria a Roma) che estera (vittorie contro barbari, evacuazione della Dacia). Viene proposta la sua divinazione al Senato da Marco Claudio Tacito, che poche settimane dopo ne prenderà il posto come successore dell’imperatore defunto.

«Le sue severità cagionarono alla fine la propria rovina. Mnesteo, suo primo segretario, essendo stato minacciato per qualche fatto commesso, forma una congiura contro Aureliano e nel suo passaggio da Eraclea in Tracia è ucciso a Bisanzio. Muore all’età di 60 anni dopo averne regnato cinque circa.»


2/2) 867 d.C.: Costantinopoli – Muore l’imperatore bizantino Michele III detto l’Ubriacone. Ad ucciderlo è il suo “fidato” amico ed ex palafreniere Basilio, che ne prende il posto dando inizio alla dinastia dei Macedoni.

Fotor0605215849«[…] L’imperatore cenava al palazzo di San Mamante. Nonostante le denunce ricevute contro Basilio, nonostante l’odio che ormai provava per il vecchio amico, il principe aveva invitato alla sua tavola l’associato imperiale e sua moglie Eudocia. Come sempre il sovrano aveva bevuto molto e si sapeva che, ubriaco, era capace di tutto. Deciso ad agire, Basilio già da qualche giorno aveva ripreso contatto con la maggior parte di quelli che lo avevano aiutato a disfarsi di Barda. Sentendo che era arrivata l’ora, si allontanò con una scusa corporale dalla sala del festino, corse alla porta della camera da letto imperiale, ne mise fuori uso le serrature con il suo pugno erculeo in modo che il sovrano non si potesse più chiudere a chiave e tornò a tavola. Come al solito Eudocia bamboleggiava col suo amante. Allorché a notte tarda i convitati si alzarono da tavola, Basilio stesso volle sostenere l’imperatore che barcollava; lo condusse alla sua stanza e sulla soglia gli baciò la mano, rispettosamente. Vegliato da due servitori fedeli Michele si addormentò subito profondamente. Basilio allora penetrò nella stanza con i congiurati, otto in tutto. A questa brusca irruzione il ciambellano Ignazio spaventato gridò, cercando di opporre resistenza. Al rumore della lotta il basileus si svegliò, improvvisamente sobrio, e si guardò attorno. A quel punto Giovanni Caldio, uno degli amici di Basilio, snudò la spada e con un colpo potente mozzò di netto le due mani all’imperatore; un altro abbatté Basilisciano. Nel frattempo il resto del gruppo montava la guardia alla porta per impedire ai soldati di servizio di venire in soccorso al loro padrone. Fatto il colpo, i congiurati si consultarono tra loro: «Gli abbiamo tagliato le mani – disse uno – ma è vivo, e se vive che ne sarà di noi?» Subito uno degli assassini si precipitò nella stanza in cui Michele stava in piedi sul letto, coperto di sangue, gemendo e maledicendo i suoi omicidi, soprattutto Basilio. Con un gran colpo di spada l’uomo allora gli trapassò il ventre; poi, fierissimo, venne ad annunciare a Basilio che questa volta tutto era davvero finito. Costantino VII deve aver percepito tutto l’orrore di questo tragico e vile assassinio. Ma scrivendo la biografia del nonno dice soltanto: «La classe dirigente e il Senato hanno fatto perire l’imperatore al palazzo di San Mamante per mano di qualche soldato della guardia. Reso insensibile dall’ubriachezza, egli passò senza soffrire dal sonno alla morte». La fine di Michele III fu ben diversamente atroce e terribile. Perì, se non per mano, almeno per ordine di quello stesso che egli aveva fatto imperatore; e tornato improvvisamente sobrio, nel momento supremo, nella crudele agonia, fu in grado di realizzare in pieno la perfidia di quel Basilio doppiamente parricida, assassino del suo sovrano legittimo e del padre adottivo. […] Quando, dopo che Basilio si era installato nel Sacro Palazzo, ci si occupò delle onoranze funebri all’imperatore assassinato, gli inviati del basileus al palazzo di San Mamante furono testimoni di una scena terribile. Videro il cadavere di Michele III steso in terra con le budella di fuori, avvolto alla meglio nella coperta di uno dei suoi cavalli tanto amati. Intorno a lui piangevano e pregavano alcune donne vestite a lutto.»

Michele III
Michele III, miniatura

Fonte: C. Diehl, Figure Bizantine, Einaudi editore

Antonio Palo

Laureato in ‘Civiltà Antiche e Archeologia: Oriente e Occidente’ presso l’Università degli Studi di Napoli ‘L’Orientale’. Fondatore e amministratore del sito ‘Storia Romana e Bizantina’. Co-fondatore e presidente dell’Associazione di Produzione Cinematografica ‘ACT Production’.

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