Il Leokorion

Agorà di Atene
Agorà di Atene

Nell’agorà di Atene, esisteva un luogo sacro a partire del VI Secolo a.C. perché vicino a questo luogo venne ucciso Ipparco nel 514 a.C. durante la processione Panatenaica, il luogo era il Leokorion. Ipparco fu ucciso da Armodio e Aristogitone, secondo il mito il Leokorion sarebbe stato innalzato in memoria delle figlie di Leos eroe eponimo da cui prende il nome la tribù Clistenica di Leontìs, queste figlie erano state immolate dal padre in base ad un oracolo delfico per salvare la città di Atene da una carestia. La parola Leokorion contiene due elementi legati all’episodio: “Leo” fa riferimento a Leos e “Korion” fa riferimento a “Kore” che significa figlie o ragazze. Leokorion= figlie di Leos. Riguardo l’episodio dell’uccisione di Ipparco abbiamo varie fonti: Aristotele ne “La Costituzione degli Ateniesi” racconta che Armodio e Aristogitone stavano spiando sull’Acropoli durante le panatenee Ippia che aveva il compito di accogliere la processione, mentre Ipparco la faceva partire, ma vedendo che uno dei partecipanti alla congiura si intratteneva familiarmente con Ippia e pensando che li denunciasse vollero fare qualcosa prima dell’arresto; scesero quindi dall’Acropoli, assalirono prima degli altri Ipparco che stava mettendo in ordine la processione e lo uccisero presso il Leokorion ma così mandarono in rovina tutta la congiura. Armodio venne subito ucciso dai lancieri, mentre Aristogitone in un secondo tempo, dopo essere stato catturato e torturato a lungo. Dalla testimonianza si deduce che Ipparco stava nel luogo di avvio della processione o di modo importante e il Leokorion doveva essere vicino e quindi nei pressi della via delle panatenee quindi da ricercare nella zona a nord-ovest dell’agorà. Su questo episodio si ha anche una versione di Tucidide, leggermente diversa, secondo cui Ippia non era sull’Acropoli, ma all’inizio della processione, nel ceramico, con il corpo di guardia dei lancieri e dava indicazioni alla processione mentre Armodio e Aristogitone, con in mando già i pugnali, non appena videro uno dei congiurati conversare familiarmente con Ippia si impaurirono, pertanto vollero punire subito chi li aveva offesi. L’uccisione di Ipparco secondo alcune fonti sarebbe avvenuta per motivi personali, pare che Ipparco si fosse innamorato di Armodio che invece stava con Aristogitone e così come si trovarono si spinsero all’interno delle porte e trovarono Ipparco nel Leokorion e buttatisi subito su di lui lo colpirono e lo uccisero. Tutta la scena avviene all’inizio della processione e tutto riporta all’agorà nell’area nord-occidentale. Ci sono molte ipotesi sul riconoscimento riguardo ad un recinto trovato a nord-ovest dell’agorà però l’identificazione non è sicura.

Ricostruzione Leokorion
Ricostruzione Leokorion

Nell’angolo a nord-ovest dell’agorà è stato trovato un monumento che sembra potersi ricondurre al famoso Leokorion, ma la sua identificazione non è sicura. Dagli scavi condotti nel 1972 è venuto alla luce un piccolo recinto quadrato di lastre di pietra messo attorno ad un grosso masso emergente dalla terra, questa sporgenza doveva essere considerata sacra fin dall’età più antica e l’antichità del luogo di culto si intuisce perché la roccia è rimasta lì allo stato naturale senza che fosse lavorata. Una caratteristica dei culti antichi era proprio che gli elementi della natura diventano il luogo di culto; inizialmente il recinto risale al V Secolo a.C. ma era tutto chiuso intorno senza accessi, intorno alla pietra sono stati trovati molti oggetti che fanno pensare ad un culto: vasetti, lucerne, pesi da telaio, piccoli monili femminili che rimandano ad un culto femminile anche con aspetti funerari perché i vasetti sono particolari detti Lephytai, si trovano di frequente nei corredi funerari femminili per metterci dentro oli, profumi. Questi aspetti hanno fatto collegare a molti il luogo con il Leokorion.

Foto Aerea scavi angolo nord-occidentale dell'Agorà di Atene
Foto Aerea scavi angolo nord-occidentale dell’Agorà di Atene
Foto Aerea scavi angolo nord-occidentale dell'Agorà di Atene
Foto Aerea scavi angolo nord-occidentale dell’Agorà di Atene

Simone Riemma

Studente del corso in Civiltà Antiche ed Archeologia: Occidente dell'Università degli Studi di Napoli - Orientale. Sono CEO e founder dei blog "STORIA ROMANA E BIZANTINA" assieme al mio collega dott. Antonio Palo e CEO e founder unico di "LUPIN THE 3RD - LA PATRIA ITALIANA". Le mie passioni: Storia ed Archeologia, Anime e Manga.

  • Franco De Iaco

    Anche allora gli omosessuali cercavano il potere?

    • nel mondo antico l’omosessualità era al pari dell’eterosessualità, soprattutto nelle classi colte che andava alla ricerca del bello indipendentemente dal sesso di chi veniva amato. Dai filosofi all’arte fino alle grandi personalità del tempo come Alessandro Magno o Alcibiade di Atene avevano amanti maschi sia in gioventù che in età adulta. Spero di aver risposto alla tua domanda

  • Franco De Iaco

    Grazie per la buona volontà. La mia non era ignoranza storica sull’omosessualità ma, grazie ugualmente. Oggi, accanto ad una tacita convivenza di persone civili e non politicizzate, c’è una minoranza chiassosa e fastidiosa che è, spesso, altrettanto violenta quanto la discriminazione ignorante di tanti omofobi. Per fare un esempio, manca totalmente il senso del bello in tante manifestazioni di gay pride. Come manca il senso del bello in quelle coppie, omo o etero, che si scambiano effusioni in modo tale da provocare il prossimo. Come chi orina sfacciatamente in pubblico, o chi rutta rumorosamente tra la gente.
    Tornando a Armodio e Aristogitone, non c’è ricerca del bello nel loro omicidio. C’è sopraffazione.

    Spero di aver chiarito la mia provocazione.

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