Accadde Oggi: 25 Dicembre / Dies Natalis

1/15) II millennio a.C.: Heliopolis (Egitto) – Festeggiamenti in onore della nascita del Dio Sole Horus [giorno del solstizio d’inverno*]. Questi era frequentemente rappresentato come un bambino con la corona solare in testa. Il Dio Sole in Egitto assunse nel corso dei millenni svariati nomi: Ra, Aton, Osiride, Serapide (nome e culto introdotto da Tolomeo nel III secolo a.C.) e Horus. Da notare che il culto solare di Aton fu il primo monoteista della storia dell’umanità, introdotto da Amenophi IV intorno al 1350 a.C.

2/15) Vicino Oriente – Festeggiamenti in onore della nascita della divinità solare Shamash/Šamaš/Utu.


3/15) Anno 0 [approssimazione storica tra l’8 e il 4 a.C.]: Betlemme di Giudea – Nascita di Gesù Cristo.


4/15) 274 d.C.: Campus Agrippae, Roma – L’imperatore Aureliano introduce a Roma il culto del Sol Invictus dedicando ad esso un apposito tempio e proclamando lo stesso giorno la festività del Dies Natalis Solis Invicti. Aureliano stesso si autoproclama sacerdote supremo del culto. Le scelte dell’adozione del nuovo culto di Stato sono riconducibili da un lato alla popolarità che esso aveva assunto nell’Impero e dalla coesione culturale che ne sarebbe conseguita, dall’altro in relazione alla campagna per la riunificazione contro il regno separatista di Palmira, che aveva visto la città di Emesa (Siria) – la cui divinità poliade era proprio il dio Sole – schierarsi al fianco dell’Impero. Il culto venne ad assimilarsi così anche con quello orientale di Mitra, la cui nascita era celebrata lo stesso giorno, ossia nel solstizio d’inverno*.

*Si deve notare che i Romani, secondo le conoscenze astronomiche del tempo, credevano che il solstizio d’inverno cadesse il 25 dicembre, e non il 21 come oggi si sa in seguito a studi più esatti. La vita allora era regolata sulla luce naturale.


5/15) 336 d.C.: Roma – Nella Depositio Martyrum, una sorta di proto-calendario liturgico, viene riportata la più antica celebrazione del Natale, documentata al 25 Dicembre.

6/15) 353-4 d.C.: Roma – La stessa notizia del 336 d.C. si riscontra nel Cronografo dell’anno 354 (Chronographus anni CCCLIIII. Ferialae Ecclesiae Romanae) nel quale si legge “VIII Kal. Ian. (Die Octavo ante Kalendas Ianuarias) natus Christus in Betleem Iudeae“, cioè il 25 dicembre. Altra conferma sulla datazione a Roma ci viene data da un discorso di papa Liberio (352-366), tenuto in S. Pietro nel 353.



7/15) 390 d.C.:
Mediolanum (Milano) – L’imperatore Teodosio chiede pubblicamente scusa e perdono, su pressione del vescovo di Milano Ambrogio, per il massacro di 7000 abitanti della città di Tessalonica che, in un tumulto, aveva ucciso uno dei suoi generali reo di aver arrestato un famoso auriga e di aver impedito il consueto svolgimento dei giochi cittadini.


8/15) 800 d.C.: Roma – Al termine delle funzioni della notte di Natale nella Basilica di San Pietro, avviene l’incoronazione di Carlo Magno. Papa Leone III gli pone sul capo una corona d’oro tra le acclamazioni del popolo presente alla cerimonia.

«A Carlo piissimo augusto, coronato da Dio, grande e pacifico imperatore dei Romani, vita e vittoria!»

L’atto di incoronazione, che segna l’inizio dei legami tra Chiesa (Papato) e Sacro Romano Impero, non viene accettato dall’Impero d’Oriente bizantino che si definiva unico erede legittimo dell’Impero romano; legalmente parlando il trono imperiale risultava però “vacante” in seguito all’usurpazione del trono di Costantino VI per mano della madre-imperatrice Irene che aveva assunto la titolatura del basileus.

Articolo correlato: La contesa dell’eredità imperiale romana tra Franchi e Bizantini.


9/15) 813 d.C.: Costantinopoli – Leone V l’Armeno nomina co-imperatore il figlio maggiore Costantino Simbatio.

10/15) 820 d.C.: Porta Eburnea, Costantinopoli – Un gruppo di sicari – agli ordini dell’usurpatore Michele – travestiti da monaci si unisce alle celebrazioni nella Cappella del Palazzo Imperiale: nel corso dei festeggiamenti si accaniscono contro l’imperatore Leone V l’Armeno facendolo a pezzi. Lo stesso imperatore Leone V aveva fatto arrestare il giorno prima Michele (il suo miglior amico) per tradimento e lo aveva condannato a morte, condanna che era stata sospesa in occasione del Natale su consiglio dell’imperatrice e anche per pietà dell’imperatore. Michele viene incoronato imperatore con il nome di Michele II; i resti di Leone, occultati in una latrina, vengono esposti all’Ippodromo come prova della morte. La famiglia imperiale di Leone viene mandata da Michele II in esilio all’Isola dei Principi, non prima di aver fatto castrare i figli del suo defunto (ex) amico e rivale, così che essi non potessero reclamare il trono. Muore nel corso dell’evirazione il figlio più giovane di Leone.



11/15) 858 d.C.:
Costantinopoli – Fozio viene nominato patriarca di Costantinopoli. L’imperatore Michele III, trovandosi a risolvere la disputa tra il patriarca di Costantinopoli Ignazio I e il suo ministro e zio Bardas, decide di prendere le difese di quest’ultimo e di nominare un nuovo patriarca scegliendo il laico Fozio. 
Non volendo perdere tempo, viene attuato un vero colpo di mano ecclesiastico: il 20 dicembre Fozio viene tonsurato, il giorno seguente diviene lettore, il 22 viene promosso suddiacono, il 24 ordinato sacerdote e il 25 dicembre infine nominato patriarca.
La nomina di Fozio e la destituzione e l’esilio di Ignazio I (ancora in carica, riconosciuto da Roma) saranno uno dei motivi dello scisma religioso dell’anno 867.

12/15) 1038 d.C.: L’espressione “Cristes maessam” (da cui “Christmas“) viene usata per la prima volta – Crīstesmæsse – in una cronaca anglosassone, corrispondente al giorno designato dagli anglosassoni come Midwinter o Nātiuiteð.



13/15) 1075 d.C.:
Roma – Papa Gregorio VII sfugge ad un tentativo di rapimento grazie all’intervento dei romani durante la Messa di Natale.

«Ne fu autore il prefetto Cencio, antico fautore di Cadalo e padrone di una torre sul Tevere dinanzi a Castel Sant’Angelo. Uomo violento e senza scrupoli Cencio era uno di quei capitanei della Campagna romana che per le sue malefatte era stato condannato a morte da papa Gregorio VII ma sfuggito alla pena per intercessione della contessa Matilde di Canossa non poté comunque evitare che la sua torre sul Tevere venisse abbattuta per ordine del papa. Cencio colse l’occasione per vendicarsi nella notte di Natale del 1075. Papa Gregorio aveva celebrato messa nella chiesa ad nivem, l’odierna Santa Maria Maggiore, e mentre stava distribuendo la comunione, Cencio con i suoi sgherri armati si slanciò contro il papa e, spogliatolo dei sacri paramenti, lo caricò di peso su un cavallo e fuggì nella notte. Ma il popolo romano che amava il suo pontefice si mobilitò all’istante. Si chiusero subito tutte le porte della città affinché il rapitore non potesse rifugiarsi in qualche suo castello nella Campagna romana. Mentre il popolo si riuniva sul Campidoglio per decidere il da farsi si sparse la voce che il papa era prigioniero in una torre vicino al Pantheon. Lì accorse il popolo tumultuante circondando la fortezza. Cencio che invano con minacce di morte aveva tentato di farsi donare dal papa una somma di denaro si vide perso e in ginocchio chiese perdono del suo delitto. Il papa con grande magnanimità placò il popolo, coprì con la sua stessa persona il criminale salvandolo dalla furia della folla. Ancora sanguinante per le percosse, il papa poi tornò nella basilica e riprese serenamente il rito interrotto.»



14/15) 1223 d.C.:
Greccio – San Francesco d’Assisi realizza il primo presepe. Nella rappresentazione preparata da San Francesco, al contrario di quelle successive, non erano presenti la Vergine Maria, San Giuseppe e Gesù Bambino; nella grotta dove era stata allestita la rappresentazione erano presenti una mangiatoia sulla quale era stata deposta della paglia e i due animali ricordati dalla tradizione.

«I frati si radunano, la popolazione accorre; il bosco risuona di voci, e quella venerabile notte diventa splendente di luci, solenne e sonora di laudi armoniose. L’uomo di Dio [Francesco] stava davanti alla mangiatoia, pieno di pietà, bagnato di lacrime, traboccante di gioia, Il rito solenne della messa viene celebrato sopra alla mangiatoia e Francesco canta il Santo Vangelo. Poi predica al popolo che lo circonda e parla della nascita del re povero che egli […] chiama “il bimbo di Betlemme”. Un cavaliere virtuoso e sincero, che aveva lasciato la milizia e si era legato di grande familiarità all’uomo di Dio, messer Giovanni di Greccio, affermò di avere veduto, dentro la mangiatoia, un bellissimo bimbo addormentato che il beato Francesco, stringendolo con ambedue le braccia, sembrava destare dal sonno.» (Bonaventura)



15/15) 1250 d.C.:
Nicea – Nasce Giovanni IV Ducas Lascaris, figlio dell’imperatore Teodoro II, alla morte di questi (1258) imperatore bizantino fino al 1305.

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Antonio Palo

Laureato in 'Civiltà Antiche e Archeologia: Oriente e Occidente' presso l'Università degli Studi di Napoli 'L'Orientale'. Fondatore e amministratore del sito 'Storia Romana e Bizantina'. Co-fondatore e presidente dell'Associazione di Produzione Cinematografica 'ACT Production'.

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