Accadde Oggi: 17 Marzo / Battaglia di Munda (45 a.C.); morte di Marco Aurelio (180 d.C.)

munda1/4) 45 a.C.: Munda (Hispania) – Caio Giulio Cesare sconfigge nella battaglia di Munda le ultime resistenze repubblicane che avevano riparato in Spagna sotto la guida dei due figli di Pompeo, Gneo e Sesto, e Tito Labieno, luogotenente di Cesare che lo aveva servito nella conquista della Gallia, ora comandante della cavalleria.

La battaglia è attaccata da Cesare, precisamente con la X Legione, disposta sul fianco destro dello schieramento. L’attacco della X è però un diversivo: data la forza d’urto sul fronte sinistro pompeiano, Gneo sposta su quello destro una delle sue legioni. Il fianco sguarnito dei repubblicani viene attaccato così dalla cavalleria guidata dal re di Mauretania, Bogud (alleato di Cesare), fino ad allora lasciata a riposo.

La manovra di riparo dalla cavalleria mauretana è male interpretata dai repubblicani, che per arretrare le posizioni vanno allo sbando: una buona parte muore nella fuga, un’altra trova rifugio nella vicina città di Munda, che verrà poi assediata ed espugnata da Cesare. Tra questi ultimi muore anche Tito Labieno, mentre i figli di Pompeo riescono a fuggire (a Corduba).

La completa vittoria di Cesare e la disfatta dei pompeiani segna l’eliminazione di ogni forza armata di opposizione ai progetti di Cesare, che può procedere alla pacificazione delle province ispaniche e tornare “tranquillamente” a Roma.


 

Eugène Delacroix, Ultime parole dell'imperatore Marco Aurelio, Musée des Beaux-Arts de Lyon
Eugène Delacroix, Ultime parole dell’imperatore Marco Aurelio, Musée des Beaux-Arts de Lyon

2/4) 180 d.C.: limes sarmatico (tra Vindobona e Sirmio) – Muore l’imperatore Marco Aurelio, probabilmente colpito dalla peste che si andava diffondendo tra l’esercito romano durante le campagne militari contro i Marcomanni.

« […] deridendo le cose umane [disse loro]: perché piangete per me e non pensate piuttosto alla pestilenza e alla morte comune? Se vi allontanerete da me, vi dico, precedendovi, statemi bene!»

Viene designato alla successione alla guida dell’Impero, per esplicita volontà dell’imperatore defunto, il figlio Commodo. Questa decisione, che mise di fatto fine alla serie dei cosiddetti “imperatori adottivi”, viene fortemente criticata dagli storici successivi, poiché Commodo non solo era estraneo alla politica e all’ambiente militare, ma anche (troppo) amante dei piaceri e dei divertimenti, in particolar modo i giochi gladiatori. Marco Aurelio riteneva, a torto, che il figlio avrebbe abbandonato quel genere di vita così poco adatto ad un princeps, assumendosi le necessarie responsabilità nel governare.

1024px-Marco_Aurelio_bronzo«[Marco] non ebbe la fortuna che meritava, perché non era fisicamente forte e poiché dovette affrontare, per la durata del suo regno, numerose difficoltà. Proprio per questo motivo lo ammiro maggiormente, in quanto egli, in mezzo a difficoltà insolite e straordinarie, non solo sopravvisse ma salvò l’Impero. Solo una cosa lo rese infelice, il fatto che, dopo aver dato l’educazione migliore possibile al figlio, questi deluse le sue aspettative. Questa materia deve essere il nostro prossimo argomento, dato che da quel periodo dei Romani deriva oggi la nostra storia, decaduta da un regno d’oro a uno di ferro e ruggine.» [Cassio Dione, 72, 36]


Solidus_Petronius_Maximus-RIC_22013/4) 455 d.C.: Roma – In seguito alla congiura ai danni di Valentiniano III, conclusasi con la morte dell’imperatore, il senatore Petronio Massimo si fa incoronare imperatore d’Occidente. Il solo sostegno del Senato – che andava sempre più perdendo potere – non basta al neo-imperatore che è costretto a distribuire denaro a tutti i funzionari imperiali per essere riconosciuto come tale. Tra i suoi primi provvedimenti: predispone una lauta ricompensa per gli ufficiali che avevano preso parte alla congiura contro Valentiniano e costringe la moglie del defunto imperatore (Licinia Eudossia) a sposarlo; inoltre fa sposare suo figlio Palladio, nominato cesare d’Occidente, con una delle figlie di Valentiniano (Eudocia). Questi ultimi due provvedimenti sono volti alla ricerca di un riconoscimento ufficiale da parte dell’Oriente. In politica estera Petronio nomina magister militum, Eparchio Avito, un suo collega senatore gallo-romano, per assicurarsi il controllo della Gallia e l’appoggio dei Visigoti foederati lì stanziati.


4/4) 1041 d.C.: Ascoli Satriano – Viene sedata una rivolta anti-bizantina dal catapano Michele Dukeianos. Dopo la rivolta questi intercetta un contingente armato normanno-longobardo (700 cavalieri e 500 fanti) ma viene sconfitto. La sconfitta costerà il posto di catapano a Dkeianos: ricevuta la notizia della sconfitta, verrà trasferito in Sicilia.

 

 

 

Antonio Palo

Laureato in 'Civiltà Antiche e Archeologia: Oriente e Occidente' presso l'Università degli Studi di Napoli 'L'Orientale'. Fondatore e amministratore del sito 'Storia Romana e Bizantina'. Co-fondatore e presidente dell'Associazione di Produzione Cinematografica 'ACT Production'.

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