Accadde Oggi: 17 Dicembre / Saturnalia (festività)

1/3) Saturnalia (festività): feste che ricordavano il mitico regno di Saturno [la durata “convenzionale” 17-23 dicembre fu fissata in epoca imperiale sotto Domiziano]. Esso era visto come un regno di un tempo remoto, quando questa divinità governava il Lazio, nel quale c’era stata un’età dell’oro fatta di felicità e abbondanza, nella quale non esistevano distinzioni sociali e tutto apparteneva in comune a tutti.
Ed ecco che la festa dei saturnali sembrava riproporre quella mitica epoca lontana. In quei giorni, le strade erano piene di gente e ad ogni angolo si formavano capannelli di persone che giocavano a dadi: un fatto inaudito, se si pensa che i dadi e ogni altro gioco d’azzardo era espressamente vietati per legge. Come se non bastasse, gli uomini che si vedevano in giro non indossavano la consueta toga, l’abito nazionale e ufficiale dei Romani, ma delle vesti multicolori; e tutti avevano sulla testa il pilleo, cioè il berretto indossato, in tempi normali, dagli schiavi nel giorno della loro liberazione. Ancora più “anormale” era quello che capitava nelle case. Qui infatti, la tradizionale distinzione fra liberi e schiavi, uno dei pilastri dell’intera società romana, conosceva una temporanea interruzione: non solo agli schiavi veniva concessa una speciale libertà di parola, per cui potevano rinfacciare ai padroni quello che avevano da dire godendo di una totale impunità (ne avrebbero pagato le conseguenze dopo le feste?), ma capitava di vedere schiavi seduti a tavola e padroni che servivano loro da mangiare. Insomma un ribaltamento totale della norma. In questi giorni persino l’imperatore non disdegnava di prendere parte all’allegria generale: indossati anche lui la veste a colori vivaci e il pilleo, si mescolava tra la folla, oppure organizzava a palazzo cene e banchetti in cui venivano estratti a sorte regali di ogni tipo.
Feste come i saturnali non erano una peculiarità del mondo romano, ma un uso comune delle società dove erano forti le distinzioni fondate sulla condizione sociale o sulla differenza di genere. Accade, dunque, che in queste situazioni si avverte il bisogno di allentare la pressione sulle classi subalterne, di concedere loro un temporaneo spazio di libertà in cui incanalare le tensioni e l’aggressività repressa. Un po’ come se si giocasse a creare un mondo alla rovescia, dove le cose funzionano al contrario di quanto avviene nel mondo normale e le gerarchie vengono ribaltate. Ma, naturalmente, si trova solo di una festa, di un gioco di breve durata.
I saturnali sopravvissero a lungo, fino all’età tardo-antica; da subito. però, la Chiesa cercò di arginarli, o almeno di cristianizzarli. Così, alcuni aspetti della festa – per esempio l’uso di scambiarsi regali – furono trasferiti alle nuove ricorrenze cristiane come il Natale o il Capodanno, dove sopravvivono tuttora. Altri invece vennero spostati in primavera e costituirono il nucleo del carnevale: una festa oggi in declino, ma che ha goduto di straordinaria popolarità per tutto il Medioevo e l’età moderna.



2/3) 920 d.C.:
Costantinopoli – Romano I Lecapeno viene incoronato imperatore nella Basilica di Santa Sofia. / 3/3) 944 d.C.: Nel ventiquattresimo anniversario del suo impero Romano I lascia il trono e si fa monaco.

 

Antonio Palo

Laureato in 'Civiltà Antiche e Archeologia: Oriente e Occidente' presso l'Università degli Studi di Napoli 'L'Orientale'. Fondatore e amministratore del sito 'Storia Romana e Bizantina'. Co-fondatore e presidente dell'Associazione di Produzione Cinematografica 'ACT Production'.

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