Maggioriano, l’ultimo Imperatore dei Romani

Convenzionalmente l’Impero romano d’Occidente cadde nel 476 con Odoacre che allontanò Romolo e rimandò a Bisanzio le insegne imperiali. Ma l’ultimo imperatore che è stato tale, e non un “fantoccio” nominato da personaggi dietro le quinte (non a caso nel titolo dell’articolo “Imperatore” è stato scritto con la “I” maiuscola) , è stato Maggioriano. La sua storia è ai più sconosciuta, e anche nei libri di storia se ne parla pochissimo. Vediamo quindi la storia di una delle ultime figure eminenti del mondo romano. Vi auguro una buona lettura!

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Siamo in un periodo turbolento dell’Impero: i Barbari sono all’interno dei confini imperiali e da foederati che erano hanno ormai costituiscono dei regni indipendenti dall’autorità centrale. C’è da dire che i Barbari formalmente riconoscevano, almeno inizialmente, l’autorità dell’imperatore, e loro stessi si sentivano parte dell’Impero, visto come unica forma di civiltà immaginabile. Intraprendevano così un processo di romanizzazione, che li porta ad integrarsi nel tessuto sociale imperiale romano: non a caso molti di loro poterono aspirare alle più alte cariche anche nell’esercito.

Le fonti che ci parlano di Giulio Valerio Maggioriano sono Procopio di Cesarea e Sidonio Apollinare. Nasce nel 420 da una famiglia aristocratica e militare. Nipote del magister militum dell’Illirico sotto Teodosio I (379-395), intraprende anch’egli la carriera del nonno. Lo ritroviamo al servizio del magister militum d’Occidente Flavio Ezio (colui che aveva sconfitto gli Unni di Attila presso ai Campi Catalaunici nel 451) in Gallia, impegnato contro i Franchi a Turonensis (odierna Tours) e Vicus Helena (nei pressi di Arras), e nella Rezia contro gli Alamanni. L’imperatore Valentiniano III, non avendo figli maschi, prende in considerazione la possibilità di fargli sposare sua figlia. I pretendenti alla mano della figlia dell’imperatore erano molti e potenti, tra cui vi sono addirittura il re degli Unni Attila e il generale Ezio. Quest’ultimo allontana Maggioriano dall’esercito.

Il biennio 454-455 è segnato da numerosi episodi di violenza: Valentiniano III richiama al suo servizio Maggiorano, che uccide Ezio; lo stesso imperatore l’anno successivo viene assassinato da una congiura guidata dal senatore Petronio Massimo; Roma viene saccheggiata dai Vandali, e nel sacco muore anche Petronio, linciato dalla folla. Sale al trono con l’appoggio dei Visigoti Avito, che fu eliminato da Maggioriano e dal suo amico ed ex-commiltone ai tempi di Ezio, Ricimero. Nel 457 così ha inizio l’Impero di Maggioriano, formalmente imperatore unico ma di fatto affiancato dal magister militum Ricimero. Solo nove mesi dopo la sua ascesa al trono viene riconosciuto dall’imperatore d’Oriente.

Nel 458 Maggioriano affronta e sconfigge i Vandali a Sinuessa (Mondragone) e li costringe a ritirarsi in Africa. Intraprende poi, sempre nel 458, due spedizioni militari: una contro la Gallia occupata dai Burgundi e un’altra contro i Visigoti che si erano stabiliti in Hispania. Nel 459 sconfigge a Lucus Augusti e Scallabis (provincia della Lusitania) i Suebi e inizia ad occupare la Mauretania con l’intenzione di attaccare i Vandali in Africa. Però nei pressi dell’odierna Elche la sua flotta va distrutta per mano di traditori al soldo di Genserico, re dei Vandali, e Maggioriano prima di tornare in Italia stipula con lui una pace.

 

Il regno di Maggioriano non volse solo alla politica estera, ma anche a quella interna. Emise leggi contro gli abusi dei funzionari statali e dei Barbari, contro i matrimoni di interesse, contro i disordini alle gare di carri; istituzione età minima (40 anni) per poter prendere i voti religiosi. Spicca tra questi provvedimenti una legge che concedeva in casi estremi all’imperatore solo di poter abbattere edifici e/o monumenti antichi (le sanzioni andavano dal pagamento di una multa di circa 6 kg d’oro al taglio delle mani). Nelle province riconquistate inoltre concesse agli abitanti di eleggere un proprio rappresentante, il defensor civitatis. Emise inoltre nuove monete in oro e argento.

Come molti suoi predecessori, fu vittima di un tradimento. Il suo amico (o presunto tale) ed ex-commiltone Ricimero lo fece arrestare nel 461 nei pressi di Tortona, dopo che questi aveva congedato l’esercito che lo aveva guidato nelle vittoriose campagne in Gallia e Spagna. Maggioriano fu torturato per cinque giorni e infine decapitato il 7 agosto.

Dopo la sua morte Ricimero (barbaro e ariano, per questo impossibilitato a divenire imperatore) cercò di mettere sul trono personaggi facili da manovrare per lui, Libio Severo e Anicio Olibrio, ma che non furono mai accettati dai generali dell’ex imperatore, di fatto spianando la strada alla caduta dell’Impero d’Occidente.

 

Antonio Palo

Laureato in ‘Civiltà Antiche e Archeologia: Oriente e Occidente’ presso l’Università degli Studi di Napoli ‘L’Orientale’. Fondatore e amministratore del sito ‘Storia Romana e Bizantina’. Co-fondatore e presidente dell’Associazione di Produzione Cinematografica ‘ACT Production’.

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