Accadde Oggi: 11 Dicembre / Agonalia di Sole Indigete (festività)

1/3) Settimonzio (festività): Roma – Letteralmente “festa dei sette colli”, festeggiamenti in ricordo dell’inclusione dei sette colli nella cerchia della città.

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2/3) Agonalia di Sole Indigete (festività): Roma – Festività dedicata al dio Apollo Indigete; venivano fatti numerosi sacrifici in cambio di protezione e aiuto nelle azioni quotidiane. Spesso gli imperatori romani, specie in epoca tarda, si adornarono della corona radiata, come dèi protettori dell’Impero romano. Le celebrazioni avvenivano nel suo tempio che sorgeva sul colle del Quirinale. Nell’antichità era rappresentato con aspetto giovanile, di solito con la corona radiata sui folti capelli ricciuti, mentre guidava la sua quadriga al galoppo; in età imperiale romana assunse invece frusta, globo o scettro, anche per la sua assimilazione al Sol Invictus Mitra.

Infatti, quando nel 274 d.c. venne ufficializzata dall’imperatore Aureliano la divinità orientale Mitra, poiché anch’egli rappresentava il sole e aveva più impatto sulla popolazione romana, il Sole Indigete venne sostituito col Sole Invicto; così venne festeggiato, al posto di Apollo, il dio Mitra, figura molto simile a quella di Gesù venerato dai Cristiani. Questo era infatti il mito/leggenda di Mitra: egli era nato  in una grotta e gli venne affidato dal padre Sole il compito di contrastare Ahriman, spirito maligno che voleva distruggere il mondo; Mitra, quando la sua missione salvatrice fu compiuta, partecipò con i suoi adepti ad un banchetto e, dopo aver consumato il pasto come atto sacrificale, salì al cielo su un Carro di Luce, per riunirsi al Padre Sole. Al Sole Indigete è legato, nel 258 d.C., il martirio di San Lorenzo, il cui supplizio della graticola fu ispirato in occasione dell’allora giorno dei sacrifici (10 Agosto) legati al culto solare, così come pure la data del Natale cristiano (25 Dicembre) che verrà fatta coincidere con quella festeggiamenti della sua nascita.


3/3) 969 d.C.: Costantinopoli – Muore nella sua camera da letto nel Bucoleion l’imperatore e generale bizantino Niceforo II Foca, marito in seconde nozze dell’imperatrice Teofano, la quale, innamoratasi del generale Giovanni Zimisce, ordisce una congiura – con la partecipazione dello stesso Zimisce – per eliminare suo marito. Dopo una lunga e violenta agonia, Niceforo II viene decapitato. L’imperatrice si getta subito tra le braccia di Zimisce, seguita (per paura o per la poca popolarità avuta da Foca?) dal popolo che lo acclama imperatore.

Antonio Palo

Laureato in ‘Civiltà Antiche e Archeologia: Oriente e Occidente’ presso l’Università degli Studi di Napoli ‘L’Orientale’. Fondatore e amministratore del sito ‘Storia Romana e Bizantina’. Co-fondatore e presidente dell’Associazione di Produzione Cinematografica ‘ACT Production’.

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