L’idea di “Europa” dall’antica Grecia al Medioevo

Stati-Europa-e1418329481512Oggi il termine Europa possiede due significati, uno geografico e uno politico. Nel primo caso si intende l’area geografica compresa tra l’Oceano Atlantico, il Mar Mediterraneo e i monti Urali (in Russia); nel secondo caso invece l’Unione Europea (che corrisponde solo ad una parte di quella geografica). Risulta molto difficile stabilire in cosa consista l’identità europea, che non può essere designata esclusivamente in una religione (o laicità) né tantomeno in una lingua o in un’etnia comune, piuttosto di una storia comune che ha avuto protagonisti differenti. Secondo lo storico Chabod, l’idea attuale di Europa nasce in contrapposizione ad un qualcosa di esterno avvertito come diverso: ed effettivamente, ieri (come vedremo, ndr) come oggi l’area europea si presenta diversa, sia politicamente che culturalmente.

La nascita dell’identità europea è da far risalire all’antichità. Il nome Europa lo troviamo per la prima volta nell’opera (Teogonia) del poeta greco Esiodo, vissuto intorno al 700 a.C.: è il nome di una dea, figlia di Oceano, e significa “colei che ha dei grandi occhi”. Accanto ad Europa, tra le figlie di Oceano (e dette pertanto “Oceanidi”), Esiodo mette anche Asia. Così Europa e Asia, quando per la prima volta sono menzionate, compaiono come sorelle. grecia-antica5Qualche decina di anni dopo Europa è nominata ancora in un inno al dio Apollo: questa volta non designa il nome di una dea, ma è già un vocabolo geografico, che indica la Grecia centrale e settentrionale e significa “il paese delle ampie difese”, in contrapposizione alle strette e frastagliate penisole della Grecia meridionale e alle isole del mar Egeo. Dobbiamo arrivare al V secolo a.C. e allo storico Erodoto per trovare che il nome Europa indica un continente, dai confini ancora incerti, ma ormai ben distinto dall’Asia e dall’Africa. Nello stesso contesto greco – nel quale avviene lo scontro con l’Impero persiano (V secolo a.C.) – matura un’idea di contrapposizione tra Europa e Asia; nel secolo successivo Aristotele però contrapponeva i Greci non solo ai “barbari” asiatici, ma anche ai “selvaggi” europei (riferito soprattutto alle popolazioni macedoniche e traciche del nord).

Il ratto di Europa Mosaico III sec. d.C Beirut
Il ratto di Europa Mosaico, mosaico di III sec. d.C, Beirut

Nelle versioni moderne del mito (rielaborazioni del racconto omerico), Europa è invece la principessa fenicia rapita da Zeus sotto le sembianze di toro, che l’avrebbe portata a Creta, da qui designando con il suo nome i territori ad ovest rispetto al Vicino Oriente.

In epoca romana il contrasto era tra la civiltà, ancorata lungo le sponde del Mar Mediterraneo, dove si parlavano il latino e il greco, e la barbarie, soprattutto delle popolazioni germaniche. Tuttavia gran parte degli storici ritengono che l’Impero romano, comprendendo anche territori geograficamente extra-europei, non possa essere considerato pienamente “europeo” come oggi potremmo intendere il termine. L’arrivo sulla scena politica romano-mediterranea delle popolazioni germaniche gettò le basi di un’idea di Europa più vicina alla nostra, nella quale furono incluse anche le regioni dell’Europa centrale e settentrionale. Questo cambiamento della geografia politica (tra la costituzione dei regni romano-barbarici e l’Alto Medioevo) portò ad accentuare la contrapposizione tra Occidente e Oriente.

mondo38tL’età medievale segna un’identità europea legata soprattutto al cristianesimo, che porta a distinguere tra cristiani e pagani; con l’evangelizzazione degli slavi l’area europea verrà quindi allargata a tutti quei territori che avevano visto la conversione delle loro popolazioni. La Spagna poi, per quanto sotto dominazione islamica, resta parte di questa identità; mentre la reclamata eredità romana prima e lo scisma religioso d’Oriente poi vedono crescere la diffidenza “europea” verso l’Impero bizantino e i cristiani d’Oriente.

Nel latino medievale il termine “Europa” non compare spesso, ma viene usato (laddove è usato) in riferimento a Carlo Magno e ai suoi avi, di cui le rispettive Renovatio Imperii e il fermare l’avanzata araba (Poitiers, 732) sono state lette a posteriori come uno dei momenti fondanti dell’Europa e di una sua specifica “coscienza”. Al di là del fatto che il Sacro Romano Impero di Carlo Magno fosse effettivamente solo una parte – occidentale – dell’area geografica europea, resta il fatto che da quel momento viene sancito uno spazio politico nel quale si tenterà, da parte del sovrano, di renderlo omogeneo – politicamente quasi impossibile – almeno dal punto di vista religioso (cristiano), monetario (denario d’argento) e dei sistemi di misurazione e di istruzione (schola palatina e scrittura minuscola carolina).

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Antonio Palo

Laureato in 'Civiltà Antiche e Archeologia: Oriente e Occidente' presso l'Università degli Studi di Napoli 'L'Orientale'. Fondatore e amministratore del sito 'Storia Romana e Bizantina'. Co-fondatore e presidente dell'Associazione di Produzione Cinematografica 'ACT Production'.

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