Le nuove capitali imperiali: Milano e Treviri

Con la divisione dell’Impero, Roma perdeva la sua centralità, ma in compenso nuove capitali sorsero e si svilupparono – Milano, Treviri, Sirmio, Nicomedia – a conferma del fatto che, nonostante la crisi, la civiltà rimaneva essenzialmente urbana.

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Le nuove capitali si hanno con la nascita della tetrarchia, e furono Milano, Treviri (pars Occidentalis), Sirmio e Nicomedia (pars Orientalis). Sirmio e Nicomedia furono soppiantate presto da Costantinopoli (la greca Bisanzio), fondata nel 330 da Costantino. In Occidente invece i nuovi centri rimasero importanti per tutta l’età tardo-antica e medievale.


MILANO (MEDIOLANUM)

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Piazza delle Colonne, Milano.

Milano rimase capitale d’Occidente per più di un secolo, dal 284 al 402 d.C., fino a quando non fu nuovamente spostata per motivi strategici a Ravenna. Oggi non resta quasi niente di quel periodo, e non vi è traccia neanche del Palazzo imperiale di Massimiano che era il centro della città. Restano solo una torre del circo e una torre della cinta muraria. I resti più suggestivi sono le sedici colonne antistanti la chiesa di San Lorenzo, appartenute ad una residenza di età imperiale. Il prestigio della città era anche dato dall’influente figura di Ambrogio, intellettuale cristiano e vescovo di Milano dal 374 al 397. L’importanza è attestata anche dalle fonti dell’epoca.

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Mosaico di V secolo, presso sacello di san Vittore, annesso alla basilica di Sant’Ambrogio (basilica Martyrum).

Di seguito riportiamo i versi del poeta Ausonio (IV secolo), facenti parte dell’opera “Catalogo delle città famose“, riferiti a Milano:

A Milano tutto è straordinario: l’abbondanza di ogni bene, gli edifici, innumerevoli ed eleganti, l’eloquenza degli abitanti, il loro carattere piacevole, e poi l’aspetto della città, reso più ampio dalla duplice cinta di mura, e ancora il circo, delizia del popolo, e la mole del teatro, con le sue gradinate, e i templi, e il palazzo imperiale, la ricca zecca, e poi il quartiere famoso per le terme di Ercole; tutti i portici sono ornati da statue di marmo e le mura circondano come un terrapieno i margini della città. Tutte queste cose, quasi rivaleggiando fra loro nell’aspetto sontuoso delle costruzioni, nobilitano la città, cui non fa ombra la presenza ravvicinata di Roma.

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Sovrapposta a quella odierna, la piantina riporta il perimetro delle mura e gli edifici principali, molti dei quali sorsero nel IV secolo: ne sono un esempio le chiese di San Nazzaro, San Simpliciano, Sant’Ambrogio, San Lorenzo e Santa Tecla, quest’ultima visibile a livello di traccia nei sotterranei del Duomo. Fuori da Porta Romana partiva una grandiosa via porticata lunga 600 metri, di cui non è rimasto nulla.

TREVIRI (AUGUSTA TREVERORUM)

Il nome treveri lo troviamo per la prima volta menzionato nel De Bello Gallico di Cesare; si tratta di un popolo stanziato lungo il corso del fiume Mosella (affluente del Reno) e descritto come bellicoso e poco arrendevole verso i Romani. La fondazione di Augusta Treverorum è del 16 d.C., e nasce non come città, ma come centro di immagazzinamento e rifornimento per le truppe del limes renano. La posizione geografica (con la zona fertile circostante) fece accrescere il centro che divenne presto uno dei più importanti a livello economico.

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Pianta città di Treviri

Treviri ha la forma di un grande accampamento: vi sono due strade principali (cardo e decumano) che la tagliano ortagonalmente e che terminano in corrispondenza delle quattro porte della città, poi vi sono numerose strade minori parallele. Le maggiori opere che modificarono il volto della città si ebbero con Diocleziano prima e Costantino poi: furono costruite la Porta Nigra e soprattutto la Basilica. La Basilica nacque per volontà di Costantino come edificio per l’amministrazione della giustizia, poi venne trasformata in chiesa (oggi ancora funzionante). La cosa che stupisce è l’altezza, ben 30 metri dal livello del suolo. Il ponte sulla Mosella attuale invece sorge proprio sulle fondamenta di quello romano antico. Come tutte le città Treviri ebbe anche un foro, un anfiteatro, un palazzo imperiale, terme, chiese…

Anche Ausonio (lo stesso della precedente citazione di Milano, ndr) parla di Treviri, descrivendola così:

Tetti di ville che si levano lungo il pendio delle rive, colline verdeggianti di vigneti e, a loro piedi, il corso amabile della Mosella, che fluisce con silenzioso mormorio. Salve, o fiume esaltato per i tuoi campi e per i loro coloni, a te i Belgi sono debitori delle mura degne di accogliere la sede imperiale, o fiume i cui colli sono coltivati a vigne dai vini fragranti, fiume verdissimo, dalle sponde coperte di prato…

La struttura della Porta Nigra soddisfa sia esigenze difensive che estetiche. L’abside sulla sinistra testimonia la trasformazione dell’edificio nel corso del tempo: in età medievale, infatti, esso venne ampliato e riutilizzato come chiesa.
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Basilica di Treviri, esterno.
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Basilica di Treviri, interno. Si tratta di un’aula rettangolare absidata ed è interamente costruita in mattoni.

Antonio Palo

Laureato in 'Civiltà Antiche e Archeologia: Oriente e Occidente' presso l'Università degli Studi di Napoli 'L'Orientale'. Fondatore e amministratore del sito 'Storia Romana e Bizantina'. Co-fondatore e presidente dell'Associazione di Produzione Cinematografica 'ACT Production'.

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