Accadde Oggi / 11 settembre 9 d.C.: disfatta di Teutoburgo

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1/3) 9 d.C.: Battaglia di Teutoburgo. [Extra: sconfitte subite dai Romani e dall’Impero Romano]. Dopo tre giorni di scontri presso la foresta di Teutoburgo (odierna Kalkriese) che avevano visto l’esercito romano (tre legioni più varie unità ausiliarie) decimarsi sempre di più e gli attaccanti germanici aumentare, i romani superstiti vanno allo sbando: alcuni preferiscono morire combattendo, altri fuggono, altri ancora vengono fatti prigionieri.

« […] per questi motivi Varo, e gli altri ufficiali di alto rango, nel timore di essere catturati vivi o di morire per mano dei Germani […] compirono un suicidio collettivo […] » (Cassio Dione)

« […] (Quintilio Varo) si mostrò più coraggioso nell’uccidersi che nel combattere […] e si trafisse con la spada […] Lucio Eggio diede un esempio di valore al contrario di Ceionio che […] propose la resa e preferì morire torturato piuttosto che in battaglia […] Vala Numonio, legato di Varo, responsabile di un fatto crudele, abbandonando la fanteria senza l’appoggio della cavalleria, poiché provò a fuggire con le ali di cavalleria verso il Reno, ma il destino vendicò questo suo gesto vigliacco […] e morì da traditore […] Poiché i Germani sfogavano la loro crudeltà sui prigionieri romani, Caldo Celio [caduto prigioniero], un giovane degno della nobiltà della sua famiglia, compì un gesto straordinario. Afferrate le catene che lo tenevano legato, se le diede sulla testa con tale violenza da morire velocemente per la fuoriuscita di copioso sangue e delle cervella […] » (Velleio Patercolo)

« […] nulla di più cruento di quel massacro fra le paludi e nelle foreste […] ad alcuni soldati romani strapparono gli occhi, ad altri tagliarono le mani, di uno fu cucita la bocca dopo avergli tagliato la lingua […] » (Floro)

Dopo questa sconfitta i Romani rinunceranno ad espandersi oltre il Reno, ma negli anni seguenti intraprendono con Germanico delle spedizioni militari “punitive” che portano al recupero delle insegne legionarie perdute.


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2/3) 9 d.C.: Assedio del forte romano di Aliso in Germania (odierna Haltern). Nello stesso giorno della Clades Variana è da segnalare un altro episodio, che però vede i Romani resistere in territorio germanico. I Germani dilagano tra i forti romani abbandonati, ma solo uno (Aliso, capitale dell’effimera provincia della Germania Magna) riesce a resistere e, dopo aver respinto l’assedio e inflitto pesanti perdite agli attaccanti, riesce a far ritorno in salvo al di là del Reno nell’accampamento di Castra Vetera.

« […] Meritevole di lode è anche il valore di un certo Lucio Cedicio, prefetto del campo di Aliso e dei soldati con lui rinchiusi, i quali furono assediati da soverchianti forze germaniche, ma superate tutte le difficoltà, che parevano insuperabili per la forza del nemico germanico […] colto il momento favorevole, si conquistarono con le armi la possibilità di ritornare tra i loro […] » (Velleio Patercolo)

« I barbari si impadronirono di tutti i forti [che erano presenti sul territorio germanico] tranne uno, nei pressi del quale furono impegnati, non poterono attraversare il Reno ed invadere la Gallia […] la ragione per cui non riuscirono ad occupare il forte romano è da attribuirsi alla loro incapacità nel condurre un assedio, mentre i Romani facevano un grande utilizzo di arcieri, respingendo ed infliggendo numerose perdite ai barbari […] e si ritirarono quando vennero a sapere che i Romani avevano posto una nuova guarnigione a guardia del Reno e dell’arrivo di Tiberio, che sopraggiungeva con un nuovo esercito […] » (Cassio Dione)


800px-Augsburger_Weihestein_r3/3) 260 d.C.: ad Augusta Vindelicorum (capitale della provincia di Rezia, attuale Augsburg) viene dedicata un’altare celebrativa per commemorare la vittoria dell’Impero (delle Gallie) sulle popolazioni germaniche dei Semnoni e Iutungi. Gran parte dell’iscrizione è occupata dalla dedica di Marco Simplicinio Geniale (governatore della provincia) che aveva fatto voto di erigerla.

Antonio Palo

Laureato in 'Civiltà Antiche e Archeologia: Oriente e Occidente' presso l'Università degli Studi di Napoli 'L'Orientale'. Fondatore e amministratore del sito 'Storia Romana e Bizantina'. Co-fondatore e presidente dell'Associazione di Produzione Cinematografica 'ACT Production'.

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