Bellerofonte, l’uccisore della Chimera

Bellerofonte attacca la Chimera, dettaglio di un epinetron attico a figure rosse, ca. 425–420 a.C., Atene, Museo Archeologico Nazionale.
Bellerofonte attacca la Chimera, dettaglio di un epinetron attico a figure rosse, ca. 425–420 a.C., Atene, Museo Archeologico Nazionale.

Bellerofonte (βελλεροφόντης), discende dalla casa reale di Corinto. Figlio di Poseidone, ha per padre «umano» Glauco, figlio di Sisifo. Sua madre è una figlia del re di Megara, Niso, chiamata ora Eutimede, ora Eurinome. Le sue vicissitudini cominciano con l’uccisione accidentale d’un uomo, chiamato talvolta Deliade, e che sarebbe stato suo fratello, talvolta Pirene (il cui nome è in rapporto con quello della fonte Pirene, di Corinto), oppure Alcimene, o ancora Bellero (ciò che dà un’etimologia al suo nome; Bellerofonte significherebbe: «l’Uccisore di Bellero»), un tiranno di Corinto. In seguito a questo delitto, Bellerofonte dovette lasciare la città, e andò a Tirinto, dal re Preto, che lo purificò. Steneba (chiamata Antea da Omero), moglie di Preto, s’innamorò di Bellerofonte, e gli chiese un appuntamento. E siccome Bellerofonte glielo rifiutò, ella si dolse presso il marito dicendo che il giovane aveva voluto sedurla. Preto inviò immediatamente Bellerofonte a trovare il suocero Iobate, re di Licia, e gli consegnò una lettera nella quale chiedeva a Iobate di uccidere il consegnatario. Preto non voleva uccidere personalmente Bellerofonte, poiché era suo ospite, ed una vecchia usanza proibiva di mettere a morte un uomo col quale si era mangiato. Dopo aver letto la lettera, Iobate comandò a Bellerofonte di uccidere la Chimera, che era un essere mostruoso, leone davanti, drago dietro, con una testa caprina che sputava fiamme. Questo mostro devastava il paese, rapiva le mandrie. Iobate pensava che Bellerofonte non avrebbe mai potuto avere ragione da solo. Ma Bellerofonte salì sul cavallo alato Pegaso, che aveva trovato un giorno in procinto di bere alla fonte Pirene, a Corinto, e, innalzandosi in cielo, piombò diritto sulla Chimera, che uccise con un colpo solo. Allora, Iobate lo inviò a combattere i Solimi, che erano una popolazione limitrofa, particolarmente bellicosa e feroce. Sconfisse anche loro. Iobate lo mandò poi contro le Amazzoni, di cui fece un gran massacro. Iobate, infine, riunì una truppa dei più forti Lidi, e ordinò loro di uccidere Bellerofonte in un’imboscata. Ma quest’ultimo li abbatté tutti uno dopo l’altro. Il re riconobbe allora che l’eroe era di origine divina e, pieno di ammirazione per le sue alte imprese, gli mostrò la lettera di Preto e lo invitò a restare con lui. Inoltre, gli dette in moglie la figlia Filonoe (secondo altri, Anticlia), e, morendo, gli trasmise il regno.

Francesco di Giorgio, Bellerofonte uccide la chimera, fine del XV secolo, Bode Museum
Francesco di Giorgio, Bellerofonte uccide la chimera, fine del XV secolo, Bode Museum

Dalla figlia di Iobate, Bellerofonte ebbe due figli, Isandro e Ippoloco, e una figlia, Laodamia, che genererà con Zeus l’eroe Sarpedone.

Più tardi, Bellerofonte, pieno d’orgoglio, volle salire, con suo cavallo alato, fino alla dimora di Zeus che lo fece precipitare sulla terra, ed egli si uccise. Bellerofonte era onorato come eroe a Corinto e in Licia.

L’Iliade fa allusione a legami d’ospitalità che sarebbero esistiti fra Bellerofonte e Eneo, re di Calidone.

Simone Riemma

Studente del corso in Civiltà Antiche ed Archeologia: Occidente dell'Università degli Studi di Napoli - Orientale. Sono CEO e founder dei blog "STORIA ROMANA E BIZANTINA" assieme al mio collega dott. Antonio Palo e CEO e founder unico di "LUPIN THE 3RD - LA PATRIA ITALIANA". Le mie passioni: Storia ed Archeologia, Anime e Manga.

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