Mesopotamia: le origini

Tutte le civiltà hanno un principio, una genesi che segna l’inizio di uno sviluppo storico, politico, sociale e culturale. Nel caso della Mesopotamia, le origini furono rappresentate dal popolo dei Sumeri e degli Accadi, poiché tutte le civiltà successive assorbirono nella propria cultura i principi e i progressi di quelle che si possono considerare le prime civiltà del Vicino Oriente.


Testa in bronzo di dignitario accadico (forse Sargon di Akkad o Naram-Sin), conservata al Museo nazionale di Baghdad

Verso la seconda metà del III millennio a.C., il re accadico Sargon il Grande definì i limiti del suo neonato impero con queste parole: «Enlil non gli diede rivali: gli diede il Mare Superiore e il Mare Inferiore; dal Mare Inferiore i figli di Akkad detennero la posizione di governatori». Questi e altri termini simili, oggi corrispondenti a realtà geografiche conosciute con altri nomi, furono usati dai sovrani mesopotamici per riferirsi ai territori in cui essi vivevano ed entro i quali si espansero i loro imperi e le loro civiltà. Parlano di «Mare Superiore» e «Mare Inferiore» (il Mediterraneo e il Golfo Persico), di catene montuose coma la «Montagna dei Cedri» (il monte Libano), di fiumi come il Purattu e l’Idiqlat (l’Eufrate e il Tigri), delle «Quattro Regioni dell’Universo» (Mesopotamia, Anatolia, il Levante mediterraneo e l’Iran) o di «Sumer e Akkad» (la Mesopotamia), e di Paesi come il «Paese delle Pietre» (Oman), il «Paese del Rame» (Anatolia) o il «Paese dell’Alabastro» (Egitto). La culla delle antiche civiltà del Vicino Oriente corrisponde grosso modo all’attuale vastissima area geografica occupata da Turchia, Siria, Palestina, Israele, Libano, Giordania, Egitto, Iraq e Iran, anche se la sua influenza arrivò anche più lontano, dato che i suoi abitanti stabilirono contatti con i popoli di regioni ancora più distanti come il Mar Egeo o i Paesi del Golfo Persico, e persino con le popolazioni di quelli che oggi sono il Pakistan, l’Afghanistan, il Turkmenistan e l’India.

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All’interno di questo ampio territorio, conosciuto anche come Mezzaluna Fertile per la forma disegnata dai suoi quattro fiumi principali (Giordano, Oronte, Tigri ed Eufrate), si distinguono cinque grandi regioni con clima, orografia e risorse differenti, che nel corso dei secoli hanno definito i tratti socioculturali tipici di questi popoli.

In primo luogo, a nord-est, si trova la grande penisola anatolica (ovvero l’odierna Turchia), delimitata a ovest dal Mar Mediterraneo. La parte centrale è occupata da una serie di altipiani, circondati da catene montuose come il Ponto (a nord), il Tauro e l’Antitauro (a sud) e, verso sud-est, la cordigliera dei monti Zagros, frontiera naturale con l’altopiano iraniano.

Queste caratteristiche geografiche fecero della regione uno dei principali punti di approvvigionamento e di distribuzione di alcune materie prime fondamentali, come legno, metalli e pietre preziose, molto rare o praticamente inesistenti in Mesopotamia. In Anatolia, inoltre, nascono i due fiumi Tigri ed Eufrate, che rappresentano la fonte di una risorsa ancora più essenziale: l’acqua.

Il territorio della Mesopotamia

I due grandi fiumi, che per più di duemila chilometri scorrono in direzione sud verso il Golfo Persico, definiscono la struttura della seconda regione, la Mesopotamia propriamente detta, letteralmente la “terra tra i fiumi” (parte dell’odierno Iraq), dove nacquero le prime civiltà del Vicino Oriente. Questa ampia zona si divide in due parti, il nord o Alta Mesopotamia (fino alla città di Baghdad), e il sud o Bassa Mesopotamia, dove i fiumi si uniscono prima di sfociare nel Golfo Persico.

La mancanza quasi totale di risorse naturali, se escludiamo i prodotti dell’agricoltura e quelli derivanti dall’allevamento, rese indispensabile lo sviluppo del commercio. In questo campo, i fiumi rappresentavano delle ottime autostrade, vie di transito perfette per favorire la circolazione sia dei beni che delle innovazioni tecniche e delle creazioni culturali.

A ovest della Mesopotamia, a metà del corso del fiume Eufrate, si trova la terza grande regione, la steppa siriaca (coincidente quasi interamente con l’odierna Siria), che si estendeva dal deserto arabico fino alle alture del Jebel Ansariye e alla catena dell’Antilibano, e che costituiva il corridoio naturale fra Mesopotamia, Anatolia e la costa del Mediterraneo. Quest’ultimo territorio costiero, a forte vocazione commerciale, costituisce la quarta regione, il Levante mediterraneo, formato dalla costa che dalla Siria si estende verso sud, passando per gli attuali Libano e Israele, fino ad arrivare alla foce del fiume Nilo, in Egitto.

L’ultima zona che rientra nel Vicino Oriente è l’altopiano dell’Iran, delimitato a ovest dai monti Zagros, dai monti Elburz a nord e da ampi deserti a est. Era una regione ricca di diverse materie prime e passaggio obbligato fra Afghanistan, Turkmenistan e Pakistan da dove arrivavano minerali molto pregiati.

A grandi linee era proprio questo il vasto territorio in cui fiorirono le prime grandi civiltà urbane delle storia.


Dal villaggio alla città

«Sei bello, Enkidu, simile a un dio. Perché corri per la steppa con le bestie? Lascia che ti porti a Uruk, quella dei recinti». In questo passo dell’Epopea di Gilgamesh si riflette il fenomeno determinante per la nascita della civiltà in Mesopotamia: il passaggio progressivo dalle comunità di allevatori nomadi – la “steppa delle bestie” del poema – alla vita sedentaria in luoghi che meritano l’appellativo di città (Uruk, la città “dei recinti” dove richiudere il bestiame). Queste “città” non comparvero all’improvviso né in un solo luogo, né per una determinata caratteristica di una cultura vera e propria, ma furono il risultato di una lunga evoluzione che va all’incirca dal 10000 al 3300 a.C. Durante questo periodo, la transizione da un’economia di pastorizia a un’economia agricola fu accompagnata da un importante cambiamento nello stile di vita della popolazione. I gruppi seminomadi che vivevano di un’economia pre-neolitica crearono prima degli accampamenti fissi e delle capanne seminterrate, e progredirono successivamente realizzando invece dei piccoli agglomerati di case dove era presente una sola stanza, finché, all’inizio del VI millennio a.C., non nacque un nuovo modello insediativo che si impose in quasi tutto il territorio per i duemila anni a seguire: il villaggio.

Zone di influenza delle diverse culture nel periodo medio Halaf, 5600-4500 a.C. (le dimensioni del Golfo Persico sono quelle ipotizzate per il 3000 a.C.)
Legenda (da sudest a nordovest approssimativamente):
Ross: Cultura di Haggi Muhammad
Verde: Cultura di Samarra
Giallo: Cultura di Halaf
Viola: Cultura di Hassuna
Celeste: Culture “tipo Halaf”
Magenta: Ceramiche anatoliche
Grigio: Amuq D e neolitico ceramico B palestinese
Bianco: (area di Biblo): neolitico medio di Biblo

I primi ad avanzare in questo lungo cammino che avrebbe portato alla sedentarizzazione definitiva furono gli abitanti del nord della Mesopotamia. A partire dal 5800 a.C. e fino al 4500 a.C. questo zona si riempì a poco a poco di insediamenti stabili che diedero vita a una serie di culture: quella di Hassuna (5800-5500 a.C.), quella di Samarra (5600-5000 a.C.) e quella di Half (5500-4500 a.C.). La pianura mesopotamica, bagnata da due grandi fiumi, il Tigri e l’Eufrate, fu l’ambiente prefetto per lo sviluppo di nuove tecniche agricole, come ad esempio il drenaggio, la canalizzazione e l’irrigazione, che garantirono la sussistenza di una popolazione in continua crescita. Al termine di questo periodo, alcuni dei centri del nord furono abbandonati o addirittura distrutti, cedendo il ruolo di protagonista al sud della Mesopotamia che, a partire dal periodo ‘Ubaid (5000-3750 a.C.), prese il testimone nella corsa all’urbanizzazione.

Le prime tracce certe del passaggio dai piccoli villaggi alle città sono state trovate nell’antica città di Eridu. I diciannove strati archeologici che la compongono attestano un’occupazione ininterrotta, che comprende tutto il periodo ‘Ubaid e arriva fino all’epoca in cui le città erano ormai diventate una realtà. Gli scavi mostrano inoltre che a Eridu c’era una chiara gerarchia sociale. E’ stata rinvenuta una sequenza di edifici religiosi gestiti da capi politici, militari, sacerdotali e da funzionari del culto che esercitavano una specie di controllo sul resto della popolazione. In epoca storica sarebbero stati conosciuti con il nome di en, “signore”. Ma a Eridu sono state anche trovate testimonianze relative alla specializzazione in settori diversificati della popolazione, all’interno di attività specifiche, come il produzione di alimenti, l’edilizia, l’artigianato e il commercio.

Siti protostorici del Vicino Oriente all’epoca dei primi commerci di ossidiana (le dimensioni del Golfo Persico sono quelle ipotizzate per il 3000 a.C.)
Mappa della Mezzaluna Fertile

Simone Riemma

Studente del corso in Civiltà Antiche ed Archeologia: Occidente dell’Università degli Studi di Napoli – Orientale. Sono CEO e founder dei blog “STORIA ROMANA E BIZANTINA” assieme al mio collega dott. Antonio Palo e CEO e founder unico di “LUPIN THE 3RD – LA PATRIA ITALIANA”.
Le mie passioni: Storia ed Archeologia, Anime e Manga.

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